UNITÀ 3 - IL METODO DELLA PSICOLOGIA

3.4 - DATI E METODI DELLA RICERCA


Dati verbali
L'unico tipo di dati diretti di cui può disporre la psicologia sono le descrizioni che un soggetto compie circa i propri processi mentali basandosi sull'esperienza interna che egli ha di questi ultimi. A tal riguardo si dànno due strategie di ricerca:

Secondo Ericsson e Simon (1980) rispetto ai resoconti introspettivi ci sono varie possibilità:
  1. consapevolezza diretta e completa dell'evento mentale,
  2. consapevolezza parziale: in questo caso il soggetto, interrogato in proposito, dovrà compiere delle integrazioni,
  3. assenza di consapevolezza: il soggetto potrebbe non avere alcuna consapevolezza di quanto avvenuto nella propria mente, ma tale consapevolezza può essere acquisita durante la verbalizzazione,
  4. assenza di consapevolezza ma presunzione contraria: si dà il caso in cui l'individuo non ha effettiva consapevolezza ma presume di possederla in quanto fa riferimento, nel descrivere la propria attività mentale, a conoscenze generali.
I casi b, c, d sono problematici, quindi bisogna chiedersi come possa svolgersi l'inchiesta retrospettiva:
  1. ridurre la distanza temporale fra test e inchiesta,
  2. evitare di richiedere descrizioni introspettive relativamente a processi eccessivamente lunghi,
  3. mettere il soggetto preventivamente a conoscenza del tipo di informazioni introspettive che gli saranno successivamente richieste possibile rispetto all'esecuzione del compito,
  4. scomporre in fasi il compito troppo lungo ed eseguire l'inchiesta introspettiva immediatamente dopo ogni fase,
  5. "calibrare" le domande da porre in modo che il soggetto trovi più immediato ed economico rispondere in base alla propria consapevolezza introspettiva
Dati psicometrici
Lo sviluppo storico della psicometria testimonia che tra le principali motivazioni a costruire i test psicologici vi sono esigenze di ordine extra-teorico: esigenze di controllo sociale, esigenze di ordine assistenziale o terapeutico, esigenze di ordine economico e tecnologico.
 I reattivi mentali si prestano a molte critiche:
  1. i compiti hanno una scarsa attinenza con quanto compiuto comunemente dalle persone nella vita di tutti i giorni (artificiosità),
  2. la struttura dei test appare semplicistica e di ridotto spessore teorico,
  3. i test sono tautologici, in quanto la variabile misurata sarebbe stata definita dal metodo stesso della sua misurazione,
  4. sono influenzati dall'atteggiamento dei soggetti nei loro confronti.
Nonostante tali osservazioni, non può essere misconosciuto il ruolo euristico che i test possono rivestire sia per la ricerca di base sia per la psicologia differenziale

Metodi di ricerca
Quando lo psicologo compie delle rilevazioni empiriche su persone "in carne ed ossa" può perseguire un semplice intento descrittivo: raccogliamo dati per avere un quadro generale, farci un'idea, valutare l'intensità di un fenomeno psicologico. Il metodo osservativo e le inchieste sono le soluzioni metodologiche privilegiate per questo tipo di obiettivo.
Diversamente, egli può cercare di cogliere dei rapporti tra le variabili che rileviamo.
Tali rapporti possono essere o di tipo correlazionale o di causa-effetto .

Schema
Invito alla riflessione
Un po' di umorismo




A) Il metodo osservativo
L' osservazione è principalmente caratterizzata dal fatto di descrivere le situazioni, senza però operare un controllo delle variabili. L'osservazione può essere condotta:
  1. in modo occasionale : in questo caso il lavoro può costituire una fase preliminare per una successiva indagine
  2. in modo sistematico : quando l'osservazione segue un progetto preciso, secondo criteri ripetibili.
I diversi autori hanno identificato altrettante categorizzazioni di questo tipo di osservazione; al di là delle singole proposte si può affermare che l'osservazione rappresenta un continuum strutturato secondo due parametri: il grado di struttura dell'ambiente e il grado di struttura che l'osservatore impone all'ambiente.

B) Il metodo correlazionale
Attraverso il metodo correlazionale si possono studiare le associazioni tra variabili, ossia la loro co-variazione (all'aumentare dei valori di una, aumentano i valori dell'altra ecc.). Si possono mettere in correlazione delle variabili "strutturali" (età, sesso, ecc.), oppure i punteggi delle risposte rilevate attraverso uno strumento tipo test o questionario.
Per analizzare le relazioni tra le variabili si può ricorrere all'ispezione di una matrice di correlazione che presenta l'intensità del legame ( coefficiente di correlazione ) tra tutte le coppie possibili che le variabili osservate possono formare. I coeffcienti esprimono la direzione e l'intensità della correlazione tra le variabili.
L'ispezione di una matrice di correlazione può risultare difficoltosa e poco efficace per recuperare tutta l'informazione contenuta nella matrice nel caso di un elevato numero di variabili. L' analisi fattoriale consente di giungere alla definizione di nuove variabili sintetiche ottenute da combinazioni lineari delle variabili originali denominati fattori o componenti. Più precisamente, i fattori vengono a rappresentare le dimensioni soggiacenti o latenti alle relazioni delle variabili osservate tali da riprodurre in forma più economica la maggior parte dell'informazione.

C) Il metodo sperimentale
Il metodo sperimentale è caratterizzato dal fatto di partire da ipotesi che necessitano di una verifica all'interno di una situazione non naturale, dunque artificiosa e sperimentale, producendo dei fenomeni attraverso la manipolazione di variabili. Lo scopo del metodo sperimentale è quello di stabilire un rapporto causa-effetto tra due o più variabili che rappresentano proprietà di un evento reale che sono state misurate e che appartengono alla realtà.     Distinguiamo variabili indipendenti e dipendenti. Le prime rappresentano lo stimolo manipolate dallo sperimentatore che assegna valori diversi alla variabile causale per misurare gli effetti su quella dipendente. Queste ultime sono l'aspetto misurabile del comportamento del soggetto (risposta). In un esperimento si misurano alcuni valori della variabile indipendente per capire se valori diversi provocano effetti diversi sul comportamento dei soggetti  (variabile dipendente).
La condizione fondamentale perché si possa rilevare il rapporto tra variabile indipendente e dipendente è che tutte le altre variabili siano mantenute costanti ( ceteris paribus ).
In caso contrario le eventuali variazioni rilevate nella variabile dipendente potrebbero essere attribuibili anche ad altre variabili intervenienti. Emerge allora la necessità di un controllo. Per questo ci sono due possibilità:
  1. il medesimo gruppo di soggetti è sottoposto a diverse condizioni. Si verifica che ciò che accade nelle varie condizioni sia diverso. Si tratta di disegni sperimentali entro i soggetti ( within ) oppure a misure ripetute o dipendenti
  2. si formano gruppi con soggetti diversi e ciascun gruppo è assegnato a una condizione dell'esperimento. Si tratta di disegni sperimentali tra soggetti ( between ) o a misure indipendenti; in questo caso ci potrebbero essere delle differenze tra soggetti che vengono controllate per esempio attraverso la randomizzazione della attribuzione dei partecipanti alle singole condizioni sperimentali.
In un quasi-esperimento invece non si possono manipolare completamente le variabili indipendenti, ma si osservano categorie di soggetti e questo pone il problema di sapere se la differenza comportamentale sia causata dalle differenze tra i gruppi piuttosto che dalla variabile indipendente.


Esercitazione